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Stemma Istituto Sociale Istituto Sociale - Scuola paritaria diretta dai padri Gesuiti

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Analisi dei bisogni formativi

L’Istituto Sociale, fedele alla sua tradizione educativa, ha sempre cercato di offrire risposte serie alle domande di formazione che lo hanno sollecitato.

Oggi vuole ricercare risposte coraggiose e adeguate alle attese nuove che i tempi impongono, per offrire ai giovani una cultura che - rimanendo fedele ai valori umani e cristiani - aiuti a vivere il presente in modo pieno e a preparare un futuro di presenza responsabile nella società. Per questo si sforza di cogliere e interpretare la generalizzata e insistente domanda di formazione che, in particolare, viene avanzata - seppure in modi differenti - dalle famiglie che si rivolgono all’Istituto.

  1. La prima richiesta è che la scuola stessa rimanga coerente alla propria ispirazione profonda, come espressa nel Progetto Educativo. Infatti oltre l’ottanta per cento delle famiglie attualmente presenti ha dichiarato, in un recente sondaggio, che le linee educative espresse in tale progetto costituiscono la principale motivazione della loro scelta.
  2. In relazione all’azione culturale e formativa della nostra scuola emerge la necessità di rimanere aperti ad una analisi attenta della cultura di oggi e della condizione giovanile, per coglierne gli stimoli positivi ed evidenziarne gli aspetti fragili e preoccupanti. Fanno quindi parte dell’attenzione specifica dell’Istituto innanzitutto attese di carattere culturale ed educativo:
    1. La necessità di riscoprire una passione per la cultura, per il lavoro rigoroso e approfondito, per il pensiero astratto pone come una delle priorità per la scuola di aiutare i giovani a costruirsi un progetto di vita dentro un quadro di riferimento unitario, organico, coerente.
    2. La nuova cultura del frammento (come oggi si dice) appare come altro dato problematico, ma va considerato anche nei suoi aspetti positivi: la provvisorietà può ricordare che il cambiamento e il dinamismo sono oggi prerogative dei fenomeni sociali, che le relazioni sociali, anche quelle non prive di qualità e di efficacia, vivono sempre più nella dimensione del termine breve/medio. La provvisorietà inoltre può stimolare la creatività, che è anche una finalità dei processi di insegnamento nella scuola. La giusta preoccupazione di trasmettere valori universali e perenni non deve far dimenticare, alla nostra scuola in particolare, di vincere ogni forma di sclerotizzazione della cultura. L’attenzione al quotidiano può introdurre nella cultura scolastica una esigenza di fattibilità e di praticità che è essenziale per la formazione dei giovani.
  3. La trasformazione e l’evolversi del rapporto tra genitori e figli, tra maestri e discepoli richiede alla scuola:
    • di prendere in considerazione la debolezza della famiglia nella sua funzione di primo soggetto dell’educazione (che dovrebbe comunicare la cultura antropologica ed esistenziale di base)
    • di dare particolare rilievo al ruolo formativo e relazionale dei docenti. In questo contesto, soprattutto nei primi anni, l’imparare a stare insieme assume grande importanza come preparazione a quella che, in seguito, diventerà una sistematica educazione alla cittadinanza e alla legalità.
  • Altre attese più specifiche, che suggeriscono attenzione a bisogni più concreti e all’evoluzione della funzione dell’apprendimento, vengono indicate dalle famiglie che hanno scelto la nostra scuola:
    • l’attenzione all’informatica
    • l’importanza delle lingue e il suggerimento dell’introduzione di una seconda lingua straniera
    • il suggerimento di allargare e accentuare i rapporti con il mondo sociale e culturale del territorio
    • un contesto che non porti alla dispersione scolastica, ma sia capace di recuperare le capacità di chi la frequenta.